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84 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Un viaggio morfologico incredibile!

    La gravidanza è senza dubbio uno dei momenti più incredibili e affascinanti della vita di una donna. Durante i nove mesi di gravidanza, il corpo subisce una serie di cambiamenti morfologici straordinari, adattandosi per ospitare la nuova vita che cresce dentro di sé. È davvero sorprendente come il corpo femminile sia in grado di trasformarsi e adattarsi a questa nuova fase. Il primo segno evidente di una gravidanza è spesso il cambiamento nella forma del corpo. A mano a mano che il bambino cresce, l'addome inizia a gonfiarsi e la pancia si arrotonda. Le fiancate si allargano e le curve diventano più pronunciate. Questi cambiamenti possono essere emozionanti e spesso portano una sensazione di gioia e orgoglio per il nuovo ruolo di mamma che presto verrà assunto. Oltre al cambiamento visibile nell'addome, molti altri cambiamenti morfologici avvengono durante la gravidanza. Ad esempio, le mammelle si gonfiano e si ingrandiscono, in preparazione per l'allattamento. Questo può portare a un aumento delle dimensioni del reggiseno e anche ad una sensazione di sensibilità e dolore. Tuttavia, vale la pena notare che ogni donna è diversa e che l'ampiezza dei cambiamenti dipenderà dal suo corpo e dalla sua genetica. Altri cambiamenti morfologici possono includere variazioni nella pelle. Molte future mamme notano che la loro pelle diventa più luminosa e luminosa. Questo può essere dovuto al aumento del flusso sanguigno e agli ormoni che circolano nel corpo durante la gravidanza. Tuttavia, non tutte le donne esperiscono questo effetto e alcune possono invece affrontare problemi comuni come macchie o secchezza cutanea. Uno degli aspetti più stupefacenti della gravidanza è l'adattamento del corpo per ospitare e proteggere il feto in crescita. Ad esempio, l'utero della donna si espande notevolmente per dare spazio al bambino in crescita e agli altri organi che vengono spostati per fare posto. L'utero inizia a spingere contro il triangolo lombare, causando spesso mal di schiena e disagio. Questo processo di adattamento può anche portare a una leggera deviazione della postura. Infine, non possiamo dimenticare i cambiamenti a livello ormonale che avvengono durante la gravidanza. Gli ormoni giocano un ruolo fondamentale nell'adattamento morfologico del corpo. Ad esempio, l'ormone della gravidanza, l'ormone beta-HCG, contribuisce a preparare l'utero per l'impianto dell'embrione. Allo stesso tempo, l'ormone progesterone aiuta a rilassare i muscoli dell'utero per prevenire contrazioni premature e mantenere il bambino al sicuro. In conclusione, il percorso morfologico dalla gravidanza alla maternità è certamente un viaggio incredibile. Il corpo femminile si trasforma e si adatta in modo sorprendente per creare uno spazio accogliente per il futuro nascituro. Questi cambiamenti morfologici possono essere un po' scomodi a volte, ma valgono sicuramente la pena quando si tiene tra le braccia il piccolo tesoro che è stato portato dentro di sé per nove mesi.

  • Dermatologo controlli annuali: perché sono importanti per prevenire il melanoma

    Un controllo annuale da parte di un dermatologo non riguarda solo la prevenzione del melanoma, ma può aiutarti a individuare anche altre condizioni della pelle come il carcinoma basocellulare o squamoso, l'eczema, la psoriasi e altre malattie cutanee. Queste condizioni possono essere trattate meglio se vengono diagnosticate precocemente, quindi una visita annuale ti mette al sicuro da eventuali problemi futuri. Il melanoma è uno dei tipi di cancro della pelle più pericolosi ma anche curabili se diagnosticato precocemente. Poiché la prevenzione è fondamentale, è consigliabile visitare un dermatologo per un controllo annuale. Nonostante ciò, molte persone tendono a trascurare la salute della loro pelle e sottovalutano l'importanza di questi controlli. In questo articolo, ti spiegherò perché è così importante affidarsi a un dermatologo per garantire una corretta prevenzione del melanoma. 1. Riconoscere i segni precoci del melanoma Il melanoma può essere difficile da individuare poiché può assumere diverse forme e colori. Solo un esperto dermatologo può identificare i segni precoci di questa forma di cancro della pelle. Durante una visita, il dermatologo esaminerà attentamente la tua pelle, inclusi nei, lentiggini, e qualsiasi altra lesione sospetta. Questo può aiutare a individuare potenziali problemi in modo tempestivo e programmare eventuali interventi chirurgici o trattamenti necessari. 2. Monitorare i cambiamenti nella tua pelle nel corso del tempo La nostra pelle cambia continuamente, e le macchie che potrebbero sembrare innocue oggi potrebbero evolversi in segni potenzialmente pericolosi. Un dermatologo esperto può aiutarti a monitorare attentamente eventuali cambiamenti nella tua pelle nel corso del tempo. Magari hai un neo che sembra stia crescendo o un'altra lesione che sta cambiando colore. Il dermatologo sarà in grado di valutare queste modifiche nel contesto dei tuo riferimenti medici precedenti e determinare se sia necessaria un'ulteriore approfondimento. 3. Imparare le corrette precauzioni per proteggere la tua pelle Un dermatologo non solo esaminerà la tua pelle e valuterà i tuoi segni, ma può anche fornirti utili consigli per proteggere la tua pelle da danni futuri. Potrebbe consigliarti su come applicare correttamente la protezione solare, sui migliori abbigliamenti per proteggere la pelle dai raggi UV dannosi e su altri metodi per ridurre il rischio di melanoma. Con il suo aiuto, sarai in grado di prenderti cura della tua pelle in modo efficace e responsabile. 4. Identificare altre condizioni della pelle Un controllo annuale da parte di un dermatologo non riguarda solo la prevenzione del melanoma, ma può aiutarti a individuare anche altre condizioni della pelle come il carcinoma basocellulare o squamoso, l'eczema, la psoriasi e altre malattie cutanee. Queste condizioni possono essere trattate meglio se vengono diagnosticate precocemente, quindi una visita annuale ti mette al sicuro da eventuali problemi futuri. 5. Rilassarti e sentirti al sicuro Infine, i controlli annuali dal dermatologo possono offrirti un senso di sicurezza e tranquillità. Sapere che la tua pelle viene monitorata regolarmente da un esperto ti consente di rilassarti e concentrarti su altre sfide nella tua vita. Non sottovalutare l'importanza della tranquillità mentale che può derivare da una visita annuale dal dermatologo - la prevenzione è la chiave per una buona salute della pelle e per una maggiore serenità.

  • Naso, orecchie e gola

    Respira a pieni polmoni la vita che ti circonda! 🌬️🍃 Non lasciare che i fastidi al naso, all'orecchio o alla gola ti abbattano. 🚫👃👂👅 Il nostro obiettivo principale è il tuo benessere. 🎯 Ricorda, avere un naso, un orecchio e una gola sani è la chiave per goderti appieno i piccoli piaceri della vita. 🗝️🍦🎶🌹 Non aspettare che i problemi diventino insopportabili, prenditi cura di te oggi stesso! 💪🔬💊 #SaluteORL #RespiraLaVita #BenesserePrimaDiTutto #otorino

  • Proteggi la tua pelle, sempre ☀️🌊🔥

    L'esposizione prolungata ai raggi solari può causare danni alla pelle, tra cui la fastidiosa e dolorosa scottatura solare. Questo fenomeno, caratterizzato da rossore, dolore e infiammazione cutanea, può essere il risultato di una protezione solare inadeguata o di un'esposizione eccessiva al sole. È importante riconoscere i segni di una scottatura solare e agire tempestivamente per alleviare il dolore e prevenire eventuali complicazioni. In questo articolo, esploreremo i sintomi associati alla scottatura solare, forniremo rimedi immediati per ridurre l'infiammazione e condivideremo consigli utili per prevenire ulteriori danni alla pelle. Introduzione alla scottatura solare e i rischi associati La scottatura solare è un problema comune, ma non va sottovalutato. Oltre al fastidio immediato, essa può comportare rischi significativi per la salute della pelle. L'esposizione ai raggi UV può danneggiare il DNA delle cellule cutanee, aumentando il rischio di sviluppare melanoma e altre forme di cancro della pelle. Inoltre, le scottature solari frequenti possono accelerare l'invecchiamento cutaneo, causando rughe, macchie scure e perdita di elasticità. È fondamentale, quindi, prendere sul serio la protezione solare e adottare le giuste misure per evitare le scottature. Utilizzare creme solari con un alto fattore di protezione, indossare indumenti protettivi e limitare l'esposizione diretta al sole durante le ore più calde della giornata sono solo alcune delle precauzioni da adottare. Inoltre, è importante ricordare che la scottatura solare può colpire tutte le persone, indipendentemente dal colore della pelle. Pertanto, una corretta protezione solare è essenziale per tutti. Come riconoscere una scottatura solare e i sintomi correlati Riconoscere una scottatura solare è fondamentale per intervenire tempestivamente e limitare i danni alla pelle. I sintomi tipici includono rossore e sensibilità cutanea, che possono comparire entro poche ore dall'esposizione al sole. In alcuni casi, la pelle può essere calda al tatto e presentare un aspetto gonfio o vescicole piene di liquido. È importante prestare attenzione anche ad altri segnali, come prurito, dolore e desquamazione successiva. È necessario consultare un medico se si sperimentano sintomi più gravi, come bruciore intenso, febbre, nausea o vertigini. Tali segni possono indicare una scottatura solare di grado più avanzato o un'insolazione. In ogni caso, è importante trattare una scottatura solare con delicatezza e prendersi cura della pelle danneggiata. Evitare ulteriori esposizioni al sole, idratare la pelle con lozioni lenitive, applicare impacchi freddi e non toccare o forzare le eventuali vescicole presenti. Rimedi immediati per alleviare il dolore e l'infiammazione della scottatura solare Quando si affronta una scottatura solare, è importante prendere provvedimenti immediati per alleviare il dolore e l'infiammazione. Una delle prime azioni da intraprendere è quella di raffreddare la pelle colpita applicando impacchi freddi o immergendo la zona interessata in acqua fresca. Questo può aiutare a ridurre il rossore e la sensazione di bruciore. È inoltre consigliabile utilizzare lozioni o creme a base di aloe vera, camomilla o calendula, noti per le loro proprietà lenitive e idratanti. Questi prodotti possono contribuire a ridurre l'infiammazione e a lenire la pelle danneggiata. È importante evitare l'utilizzo di prodotti contenenti alcol o fragranze, in quanto potrebbero irritare ulteriormente la pelle sensibilizzata. Inoltre, è fondamentale mantenere la pelle ben idratata bevendo molta acqua e utilizzando creme idratanti specifiche per pelli danneggiate dal sole. Infine, si consiglia di evitare l'esposizione al sole fino a quando la pelle non si è completamente ripresa. Come curare e guarire una scottatura solare in modo efficace La cura e la guarigione di una scottatura solare richiedono tempo e attenzione. È importante permettere alla pelle di guarire naturalmente senza interventi aggressivi. Durante il processo di guarigione, evitare di toccare o graffiare la pelle danneggiata, in quanto ciò può prolungare il tempo di recupero e aumentare il rischio di infezioni. È consigliabile continuare ad applicare creme idratanti lenitive e aloe vera per mantenere la pelle ben idratata. Inoltre, indossare indumenti morbidi e traspiranti può contribuire a proteggere la pelle sensibile dalla frizione e dall'irritazione. In casi di scottatura solare grave, è consigliabile consultare un medico, che potrebbe prescrivere farmaci topici per ridurre l'infiammazione o il dolore. È importante anche monitorare eventuali segni di infezione, come pus, arrossamento e gonfiore che persiste o peggiora nel tempo. In tal caso, consultare immediatamente un medico per un'adeguata valutazione e trattamento. Come prevenire le scottature solari e proteggere la pelle dai danni del sole La prevenzione è la chiave per evitare le scottature solari e proteggere la pelle dai danni causati dal sole. Innanzitutto, è consigliabile limitare l'esposizione diretta al sole durante le ore più calde della giornata, solitamente tra le 10:00 e le 16:00. Indossare abiti protettivi, come cappelli a tesa larga e indumenti a maniche lunghe, può aiutare a ridurre l'esposizione ai raggi UV. È fondamentale anche utilizzare creme solari ad ampio spettro con un fattore di protezione solare (SPF) di almeno 30. Queste creme dovrebbero essere applicate generosamente su tutte le aree esposte al sole, compresi il viso, il collo, le mani e i piedi, e riapplicate ogni due ore o dopo il nuoto o la sudorazione intensa. È importante anche proteggere gli occhi con occhiali da sole che bloccano i raggi UV. Inoltre, evitare l'utilizzo di lampade abbronzanti o lettini solari, poiché possono causare danni irreversibili alla pelle. La prevenzione è il modo più efficace per mantenere la pelle sana e proteggerla dai danni del sole. La protezione della pelle dai danni del sole è un impegno che va oltre l'applicazione di creme solari. È importante adottare uno stile di vita sano che promuova la salute della pelle. Mantenere una dieta equilibrata ricca di antiossidanti, come frutta e verdura, può contribuire a proteggere la pelle dai danni causati dai radicali liberi prodotti dai raggi UV. Inoltre, evitare il fumo e limitare il consumo di alcol può aiutare a mantenere la pelle sana e meno suscettibile ai danni del sole. Non dimenticare di idratare la pelle dall'interno, bevendo a sufficienza acqua durante la giornata. Infine, una visita periodica dal dermatologo può aiutare a individuare eventuali segni precoci di danni alla pelle e adottare misure preventive adeguate. Prendersi cura della pelle e proteggerla dai danni del sole è un investimento per la salute a lungo termine.

  • Stai cercando un esame medico completo per garantire la tua salute?

    L'ecografia addome completo potrebbe essere la scelta ideale per te. Grazie alla tecnologia avanzata, questo esame può identificare possibili problemi di salute in modo rapido e accurato, garantendo un trattamento tempestivo ed efficace. Se desideri saperne di più su questa fondamentale procedura medica, continua a leggere. Cosa significa un'ecografia addome completo? L'ecografia addome completo è un tipo di esame di imaging che permette una valutazione accurata degli organi interni nella cavità addominale. È un procedimento indolore e non invasivo, che non richiede una preparazione particolare da parte del paziente. Questa procedura può rilevare diverse malattie e patologie che potrebbero essere difficili da diagnosticare con altri metodi. È importante sottoporsi a un'ecografia addome completo perché può individuare precocemente malattie degli organi interni che spesso non presentano sintomi evidenti. Durante l'esame, un medico sposterà una sonda sul tuo addome per ottenere immagini degli organi interni. L'intero esame di solito dura circa 20-30 minuti ed è completamente privo di dolore. Al termine dell'esame, potrai tornare alle tue normali attività quotidiane. Considerare un'ecografia addome completo come parte del tuo piano di salute generale è una scelta saggia, poiché può individuare precocemente malattie e prevenire problemi di salute più gravi. Quali sono i benefici di un'ecografia addome completo? L'ecografia addome completo è uno dei più importanti esami diagnostici per una valutazione approfondita degli organi interni nella cavità addominale. È importante sapere che questa procedura è indolore e non invasiva, e il suo principale obiettivo è rilevare eventuali anomalie nel funzionamento degli organi. Uno dei vantaggi più significativi di questo esame è la sua precisione, che permette di individuare anche le più piccole alterazioni, consentendo un trattamento rapido ed efficace. Inoltre, questo tipo di diagnosi precoce può individuare malattie che spesso non presentano sintomi chiari, evitando così complicazioni gravi e riducendo il rischio di sviluppare malattie croniche. Inoltre, vale la pena notare che l'ecografia addome completo è una procedura molto rapida e non richiede alcuna preparazione speciale da parte del paziente. Pertanto, se desideri prenderti cura della tua salute e prevenire eventuali malattie, considera l'idea di consultare uno specialista per un'ecografia addome completo. Come posso prepararmi per un'ecografia addome completo? La preparazione per un'ecografia addome completo potrebbe sembrare complessa, ma in realtà è molto semplice. Inizialmente, devi seguire le istruzioni del medico che ha prescritto l'esame. Prima dell'esame, sarai richiesto di seguire una dieta che non prevede l'assunzione di cibo o bevande per almeno sei ore prima della procedura. Se sei un fumatore, è consigliato smettere di fumare almeno due ore prima dell'esame, in quanto la presenza di nicotina potrebbe influenzare i risultati. Il medico potrebbe anche consigliarti di evitare alcuni alimenti prima dell'esame, come bevande gassate, caffè, tè e frutta e verdura di colore giallo, come carote e zucche. Durante l'esame, sarai richiesto di sdraiarti sulla schiena con una parte dell'addome scoperta e di seguire le istruzioni del medico. Dopo l'esame, potrai tornare alle tue normali attività senza restrizioni. Cosa aspettarti durante un'ecografia addome completo? Durante un'ecografia addome completo, il medico eseguirà una scansione dell'intera area addominale, inclusi il fegato, il pancreas, la cistifellea, la vescica urinaria, i reni e la milza. Sarai invitato a sdraiarti su un lettino e a esporre l'addome. Successivamente, sarà applicato un gel sulla pelle per agevolare la trasmissione delle onde sonore attraverso la pelle. Il medico utilizzerà una sonda ad ultrasuoni per ottenere immagini degli organi interni, muovendola sull'addome. Durante l'esame, potresti sentire una leggera pressione o fastidio, ma di solito l'esame è indolore e dura circa 30 minuti. Al termine dell'esame, il medico discuterà con te i risultati e, se necessario, ti fornirà raccomandazioni per cure ulteriori. La preparazione per l'esame è semplice e richiede solo di astenersi dal mangiare e bere in determinati momenti prima dell'esame. Scegliendo di sottoporsi a un'ecografia addome completo, puoi essere sicuro che il medico sarà in grado di esaminare attentamente le condizioni del tuo corpo e aiutarti a mantenere la tua salute. Durata e post-esame di un'ecografia addome completo L'ecografia addome completo è uno dei più importanti esami che possono individuare varie malattie e problemi di salute degli organi interni. Il tempo necessario per l'esame dipende da diversi fattori, come l'età del paziente, lo stato di salute e il tipo di problemi da esaminare. Di solito, l'esame dura tra i 20 ei 40 minuti. Al termine dell'esame, ti verranno forniti i risultati e una descrizione delle immagini, che aiuteranno il medico a formulare una diagnosi precisa e a consigliare eventuali trattamenti necessari. Ricorda che l'esame non richiede una preparazione particolare, ma sarà necessario evitare di mangiare e bere prima dell'esame per ottenere i migliori risultati. Se hai domande sui risultati dell'esame, ti consigliamo di contattare il medico per ulteriori informazioni. Scegliendo di sottoporsi a un'ecografia addome completo, potrai individuare e prevenire precocemente diversi problemi di salute. Prendi in considerazione un'ecografia addome completo come parte del tuo piano di salute generale! Se stai cercando quali esami eseguire per prenderti cura della tua salute, considera l'idea di sottoporsi a un'ecografia addome completo. Questo esame può individuare molte malattie e disturbi che potrebbero influire sulla tua salute. È un'esame indolore e sicuro, i cui risultati sono molto accurati. Può rilevare malattie del fegato, del pancreas, della cistifellea, dei reni e di altri organi interni. È consigliabile sottoporsi a questo esame almeno una volta all'anno per assicurarsi che tutto sia in ordine. La preparazione per l'esame è semplice e non richiede misure particolari. Durante l'esame, ti sdraierai su un lettino e l'ecografista muoverà la sonda sull'addome. L'esame dura di solito circa 30 minuti e dopo potrai tornare alle tue normali attività quotidiane. Non esitare, sottoponi a un'ecografia addome completo per prenderti cura della tua salute!

  • Che cosa è la crioterapia

    La crioterapia è un metodo di trattamento basato sul raffreddamento a temperature molto basse di lesioni di interesse. In ambito dermatologico, tale metodica si può applicare, in particolare al trattamento dei se­ guenti problemi: verruche vira/i (volgari, plantari): lesioni conse­guenti ad un’infezione da parte di un virus denomina­ to Human Papilloma Virus; cheratosi seborroiche e fibromi pendu/i: lesioni benigne molto comuni, trattate per motivi prevalentemente estetici; esioni pre-tumorali e tumorali come le cheratosi attiniche e il carcinoma basocellulare. La metodica è particolarmente indicata per lesioni di dimensioni ridotte e superficiali. La sostanza che più frequentemente viene impiegata allo scopo di raffreddare la superficie interessata è l’azoto liqui­ do. L’azoto è un gas inerte, non infiammabile che allo stato liquido raggiunge i -196°C. Sia la velocità di congelamento che quella di scongelamento contri­ buiscono all’entità degli effetti. Come viene condotta la procedura? L’azoto liquido può essere applicato per contatto tra­ mite un batuffolo di cotone fissato su un bastoncino di legno ed imbevuto nell’azoto liquido o, meglio, at­ traverso svariati st.rumenti che garantiscono tempi di contatto più prolungati a temperatura efficace. Tra questi, quelli che permettono l’applicazione del gas sotto forma di spray sono i più usati. La durata dell’applicazione varia in funzione della le­ sione trattata. Per lesioni superficiali possono essere sufficienti pochi secondi, mentre per lesioni estese e profonde sono necessari tempi di congelamento efficace anche superiori ai 2 minuti. Le applicazioni possono essere ripetute a distanza di 2-3 settima­ ne fino a completa scomparsa delle lesioni trattate valutata clinicamente. In genere, per il trattamento di lesioni superficiali come le cheratosi attiniche è sufficiente una sola applicazione. Per lesioni come le verruche plantari sono necessarie 2-3 applicazio­ ni successive ripetute a distanza di 2-3 settimane. Cosa succede durante l’applicazione? L’area trattata si sbianca e successivamente si ar­ rossa. La crioterapia può accompagnarsi a dolore urente della durata, in genere, di pochi minuti. Salvo in caso di lesioni che richiedano distruzioni tessutali profonde non si fa, in genere, precedere l’applicazione da un’anestesia locale. Un anestetico locale può, co­munque. essere impiegato su richiesta del paziente. Qualora necessario, per ridurre l’intensità della rea­ zione cutanea immediatamente dopo il trattamento può essere utile applicare uno cortisonico in crema. Cosa succede nei giorni successivi all’applicazione? La lesione trattata non regredisce immediatamente bensì dopo svariati giorni dopo l’applicazione. Nei due-tre giorni successivi all’applicazione, nell’area trattata si può formare una bolla con contenuto sie­ roso chiaro o talora con contenuto di sangue ros­ siccio. È consigliabile svuotare le bolle più grosse bucandole con un ago sterile, conservando comun­ que il tetto di bolla, utile come protezione naturale. Possono anche essere impiegati per la detersione antisettici locali. Alla bolla, in un periodo che va da pochi giorni fino anche a due settimane, segue, in genere, la formazione di una cro­sta, scura e secca, che si stacca lasciando una cicatrice piatta. Quali sono i possibili esiti non deside­ rati del trattamento? Può seguire alla crioterapia la forma­ zione di una cicatrice, in genere, piatta, talora depressa e, inizial­ mente, arrossata. Tali cicatrici tendono ad essere di colore più chiaro rispetto alla pelle circo­ stante (cicatrici ipocromiche) in quan­ to i melanociti, cellule che producono il pigmento, sono particolarmente sen­ sibili al freddo. Questo può costituire un problema più rilevante in soggetti di pelle scura. Talora la cicatrice chiara è circondata da un anello periferico lievemente più pigmentato. Altri possibili esiti comprendono la formazione di cicatrici ipertrofiche e cheloidi o di piccole cisti cornee. È talora possibile una riduzione della sensibilità nel sito di applicazione (ipoestesia). Complicanze rare per trattamenti di lesioni profonde sono costituite da possibili danni a strutture nervose e osteo-cartilaginee.

  • ECOGRAFIA ed ECOCOLORDOPPLER

    Eseguiamo numerose tipologie di ecografie avvalendoci di tecnologia diagnostica d’avanguardia, professionisti qualificati. Addome (completo, superiore o inferiore) Mammella Collo Per tutti i distretti muscolari e osteoarticolari Cute e sottocute Apparato cardiaco Sistema vascolare Apparato endocrino e urinario Ecografia ginecologica Ecografia ostetrica Eseguiamo numerose tipologie di ecocolorpoler avvalendoci di tecnologia diagnostica d’avanguardia, professionisti qualificati. Ecocolordoppler TSA tronchi sovraortici Ecocolordoppler arti inferiori e superiori Ecocolordoppler cardiaco Il tutto con UNA DIAGNOSI ACCURATA: Durante ciascuna visita ecografica, il paziente viene sottoposto ad un completo e corretto inquadramento clinico diagnostico grazie ai numerosi specialisti ed UN REFERTO IMMEDIATO: Al termine della visita, l’ecografista consegnerà all’assistito immediatamente il referto, redatto da immagini e diagnosi scritta.

  • Ecografia morfologica

    L’ecografia morfologica viene eseguita dalla 20a alla 23a settimana di gestazione ed è, assieme all’ecografia del primo trimestre, il controllo più importante e complesso di tutta la gravidanza. Questa ecografia viene detta morfologica appunto perché è destinata a studiare la morfologia del feto per escludere, o accertare, la presenza di malformazioni. L’ecografia morfologica prevede la valutazione delle dimensioni del feto (biometria fetale), dell’impianto e della struttura della placenta, della quantità di liquido amniotico, del collo dell’utero, ma fornisce soprattutto uno studio analitico di tutti i distretti anatomici esplorabili nel feto. Come facilmente si può comprendere tale esame dipende in misura quasi totale dall’esperienza e dalla capacità dell’operatore unitamente all’impiego di un ecografo di qualità elevatissima. Nonostante ciò non tutti i quadri patologici sono diagnosticabili in utero, e ciò dipende anche dall’ecogenicità della paziente (nelle pazienti magre la visibilità è decisamente migliore rispetto alle pazienti robuste), dalla quantità di liquido amniotico e dalla posizione fetale. Si può comunque affermare che se l’esame viene eseguito a regola d’arte la maggior parte dei problemi malformativi può essere identificata. 
Nel nostro Centro vengono utilizzati ecografi della Philips, di ultimissima generazione, che sono considerati i migliori in assoluto per l’impiego nel settore ostetrico-ginecologico. Si eseguono inoltre: Screening Primo Trimestre Ecografia del Primo Trimestre Ecografia Morfologica Ecocardiografia fetale Ecografia Tridimensionale Flussimetria Doppler Ecografia dell’accrescimento Screening della Preeclampsia

  • Come sconfiggere l’acne …

    L’acne, volgarmente definita “brufoli”, è una malattia che insorge nell’età puberale. Colpisce uomini e donne senza distinzione di sesso e si localizza soprattutto sul volto, specie alla fronte, guance, mento, spalle, regioni temporali e al dorso. E’ solitamente accompagnata dalla crescita di punti neri chiamati anche in gergo tecnico comedoni e da un aumento di produzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee. Quando colpisce l’Acne? I brufoli sono un disturbo che solitamente colpisce i ragazzi e le ragazze nell’età dello sviluppo, ma che in realtà può protrarsi anche nell’età adulta. Essendo un disturbo ben evidente e deturpante mina l’autostima di chi ne è affetto. Come colpisce? La dinamica della formazione dei brufoli è la seguente: la pelle produce il sebo che però trovando il foro ostruito non riesce ad uscire ed ecco che avviene l’infiammazione, il sebo si deposita e spunta il brufolo. L’età in cui compaiono va dai 13 ai 20 ed i più colpiti sono i ragazzi, pare però che l’età si sia protratta che vi siano dei casi di acne anche verso i 30 anni. Anche le ragazze vedono spuntare i brufoli sulla loro pelle, nell’età dello sviluppo, nei casi di manifestazione grave di acne può trattarsi di sindrome dell’ovaio polisticistico. Le cause dei brufoli Le cause dei brufoli sono tante e varie: la maggiora responsabile è l’ormonale come abbiamo visto, poi c’è lo stress (ansia, sonno e nervosismo) e l’alimentazione ma anche una scarsa o impropria cura della pelle del viso. Alimentazione anti brufoli Una cattiva alimentazione e la comparsa dei brufoli sono due fattori correlati tra loro. Un recente studio dimostra che anche l’alimentazione quotidiana svolge spesso un ruolo importante, perché un apporto glicemico esagerato determina un aumento di produzione del sebo, che causa a sua volta la comparsa dei brufoli. Per contrastare la comparsa dei brufoli si devono evitare gli alimenti ricchi di grassi saturi quali burro, panna, gelati, formaggi, carne di maiale, salame, prosciutto, salsiccia, carne rossa, biscotti, patatine, pane bianco, bevande zuccherate e gassate, cereali trattati e tutti i cibi ad alto indice glicemico. In primis, contro i brufoli sono consigliati tutti gli alimenti ricchi di Omega 3, acidi grassi essenziali che hanno potere antinfiammatorio, sono utili a trattare diverse problematiche che interessano la pelle, non solo acne dunque ma anche dermatiti, orticaria, ecc. Gli Omega 3 sono contenuti soprattutto in alcuni tipi di pesce, come salmone, sgombro, pesce spada, acciuga e trota. Fonti alternative di Omega 3: semi ed olio di lino, noci, cereali, vegetali a foglia verde, fagioli, piselli, ceci, farro e soia. Altri cibi per prevenire e combattere i brufoli: olio di oliva: è ricco di vitamina E, molto preziosa per la pelle; mele: contengono quantità importanti di pectina; alimenti probiotici, come yogurt e kefir: riducono l’infiammazione a livello intestinale e in questo modo possono contribuire a ridurre l’acne; mirtilli, lamponi e frutti rossi in genere: sono ricchi di sostanze fitochimiche che proteggono la pelle.

  • Ecografia muscolo tendinea

    Che cos’è l’ecografia muscolo tendinea (articolare)? L’ecografia muscolo tendinea o articolare è una metodica diagnostica non invasiva che utilizza gli ultrasuoni, onde sonore ad alta frequenza, per “vedere” le strutture articolari, i fasci muscolari, i tendini del corpo ed eventuali loro alterazioni. Sulla pelle del paziente, in corrispondenza dell’articolazione interessata, viene applicato del gel al fine di migliorare il contatto con la sonda che invia gli ultrasuoni all’apparecchio. L’ecografia muscolo tendinea è indolore, ma se viene effettuato su una zona infiammata, la sensazione di dolore può essere leggermente più intensa. Quali sono nello specifico le ecografie muscolo tendinee (articolari)? Ecografia BRACCIO - AVAMBRACCIO - GOMITO Ecografia MANO - DITO Ecografia POLPACCIO Ecografia AVAMPIEDE - GAMBA Ecografia POLSO Ecografia BICIPITE e QUADRICIPITE Ecografia GINOCCHIO Ecografia SCAPOLO OMERALE Ecografia CAPSULA ARTICOLARE - SPALLA - CUFFIA DEI ROTATORI Ecografia CAVIGLIA - LEGAMENTO - TENDINE Ecografia COXO FEMORALE - ANCA Ecografia PIEDE A cosa serve l’Ecografia muscolo tendinea (articolare)? L’ecografia muscolo tendinea è in grado di indagare con discreta precisione i tessuti molli e le strutture articolari (cartilagini, menischi e membrane sinoviali) e periarticolari (tendini e legamenti). In modo particolare è un esame indicato in caso di stiramenti e sospetti strappi muscolari, contusioni, tendiniti (a mano, polso, gomito, spalla, ginocchio, caviglia, piede, tendine di Achille), cisti, borsiti, ematomi intramuscolari o sottocutanei.

  • Che cavolo mangi? Ovvero, come la dieta influenza la malattia

    Sempre più la ricerca scientifica scopre legami fra la dieta e la malattia, in particolare la malattia dell’ apparato digerente. Questa volta sono due articoli pubblicati su una delle più prestigiose riviste cliniche del mondo, il New England Journal of Medicine, a sottolineare l’importanza della dieta: la dieta occidentale (americana) è considerata un fattore di rischio per alcune malattie, in particolare per le malattie infiammatorie dell”intestino o IBD. Una dieta ricca di verdure è protettiva verso la colite ulcerosa, invece una dieta ricca di grassi di origine animale e carne si ritiene che favorisca sia la colite ulcerosa che il Crohn. Ma questi sono dati vecchi e già noti. Entrambi i due studi pubblicati recentemente dal gruppo di ricerca di Kiss e dal gruppo di Li sul NEJM mostrano che specifici componenti delle piante della famiglia dei Cruciferae (ad esempio broccoli, cavolo verza, cavoletti di Bruxelles) contengono proteine che hanno la capacità di modulare la risposta immunitaria di chi li mangia, interagendo con il recettore AhR. In particolare, l”attivazione del recettore AhR è fondamentale nello sviluppo (nel bambino) di alcune cellule linfoidi che andranno a formare i follicoli linfatici intestinali (che fanno parte del sistema di difesa immunitario). Ma ci sono altri dati che fanno ben sperare: il recettore AhR è meno espresso nell’intestino delle persone con le IBD (colite ulcerosa e Crohn), e la sua attivazione inibisce l’infiammazione e la colite in un modello sperimentale di topi con intestino infiammato. Ovviamente, tutti questi dati sono solo dati di ricerca di base, ma la dimostrazione importante che la dieta possa influenzare la malattia apre nuovi scenari di ricerca. Nel frattempo, che cavolo aspettiamo a mangiare più verza?

  • Intolleranze o allergie alimentari? Facciamo chiarezza

    Prima di tutto è importante sottolineare che su questo tema, nonostante il grande interesse che riveste per la popolazione, c’è poca chiarezza. Molto spesso si sente qualcuno parlare di allergie ad alimenti, quando in realtà si tratta semplicemente di soggettive difficoltà di digestione legate al proprio disgusto per l’alimento. L’allergia, invece, è un’entità medica precisa, caratterizzata dall’attivazione di determinate cellule del sistema immunitario in risposta a determinati stimoli di solito innocui. Il nostro sistema immunitario, che ha la funzione di distruggere le sostanze patogene, è naturalmente addestrato a riconoscere invece come innocue le sostanze che mangiamo e con cui entriamo in contatto quotidianamente. In particolari condizioni non ancora ben note, il sistema stesso può avere dei malfunzionamenti, che lo porteranno a reagire in vario modo a stimoli innocui. In particolare, per parlare di allergia, bisogna che ci sia una reazione legata alla produzione di anticorpi IgE anche per quanto riguarda le allergie alimentari. Gli stimoli che possono causare l’allergia sono quasi qualunque cosa con cui si può entrare in contatto, dai pollini che respiriamo alle sostanze che entrano in contatto con la nostra pelle, dai farmaci che prendiamo ai cibi che mangiamo. Ovviamente, anche le reazioni che può causare l’allergia sono diverse, e vanno dalla dermatite tipica della dermatite atopica alla rinite associata ai pollini, dall’asma all’anafilassi. L’anafilassi è la manifestazione più temibile di allergia, perché, se non curata, provoca edema (rigonfiamento) delle vie respiratorie che può portare anche alla morte. L’allergia ad alimenti è per fortuna rara, e i cibi più frequentemente coinvolti sono noccioline, latte, uova, crostacei e molluschi, noci, vari tipi di grano, fagioli. Tuttavia, l‘allergia ad alimenti non va confusa con l’incapacità di digerirli: infatti, molto comune è l’intolleranza al lattosio, che porta a diarrea ogni volta che viene ingerito un latticino. In soggetti realmente allergici, invece, l’ingestione di latte e derivati può portare fino alla morte. Il termine che invece viene usato per descrivere tutte le reazioni spiacevoli all’ingestione di alimenti che però non coinvolgono gli anticorpi IgE è quello di intolleranza alimentare. Questo termine è molto generico e descrive situazioni che vanno dalla carenza genetica di enzimi necessari alla digestione di una sostanza (come nel caso del deficit di lattasi, che causa intolleranza ai latticini) a situazioni di incapacità psicologica di tollerare un certo cibo, toccando anche molte situazioni intermedie. Nel prossimo articolo parleremo più specificamente delle intolleranze alimentari, dei loro segni e sintomi e di come si diagnosticano. In ogni caso, per diagnosticare e trattare diarree e altri sintomi che vengono volgarmente associati alla parola “intolleranza”, sono recentemente sorti centri para-medici in cui vengono poste diagnosi inverosimili e proposti trattamenti non basati su una solida evidenza scientifica. È importante sapere, dunque, che solo un medico può porre con cognizione la diagnosi di allergia o di intolleranza, e che è bene diffidare di terapie prescritte da personale non qualificato. FONTI: Vinay Kumar, Nelso Fausto, Abul Abbas: Robbins & Cotran Pathologic Basis of Disease, Saunders; 8th edition Anthony Fauci, Eugene Braunwald, Dennis Kasper and Stephen Hauser: Harrison’s Principles of Internal Medicine, McGraw-Hill; 17 edition

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