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Le paure dei pazienti riguardo allo screening dei tumori del colon; come migliorare l’aderenza allo screening

A fine settembre la rivista scientifica “BMC Cancer” ha pubblicato un nuovo studio relativo al grado di consapevolezza della popolazione generale riguardo ai tumori del colon, e all’attitudine di ciascuno verso i vari metodi di screening.

Gli scienziati spagnoli hanno selezionato un gruppo di pazienti che afferivano ad ambulatori di medicina generale; i pazienti intervistati dovevano avere fra 50 e 69 anni, e non dovevano avere una storia personale di cancro intestinale.

Quando interrogati su quali fossero i sintomi principali del cancro del colon, più della metà dei partecipanti riconoscevano il sangue nelle feci e la perdita di peso, mentre meno del 50% riconoscevano diarrea o costipazione, dolore addominale, affaticamento, pallore (da perdita cronica di sangue nell’intestino), il tenesmo (urgenza di defecare), dolore alla defecazione. La maggior parte dei soggetti intervistati asserivano, correttamente, che una diagnosi precoce può aumentare la sopravvivenza.

L’88,8% dei pazienti non ha problemi a sottoporsi al test del sangue occulto nelle feci: questo è un test di screening, poco costoso, in cui un piccolo cucchiaino di plastica va immerso nelle feci, e poi riconsegnato a un centro diagnostico per la ricerca di cellule del sangue e loro prodotti. Esistono almeno due tipi di questo test: un tipo più vecchio, in cui venivano considerate positive anche le feci del paziente che avesse un’ulcera gastrica, o del paziente che avesse recentemente mangiato carne. Il tipo immunochimico, più recente, ricerca invece specificamente sanguinamenti provenienti dal tratto intestinale terminale, ed è quindi più specifico.

In caso questo primo test di screening dia risultato positivo (presenza di sangue nelle feci), solo l’84,9% dei pazienti risulta disponibile a fare una colonscopia. Le due principali ragioni per cui i pazienti rifiutano la colonscopia sono il timore di provare dolore e la paura che venga trovato un cancro. Invece i due principali fattori che influenzano l’accettazione della colonscopia da parte dei pazienti sono la conoscenza del fatto che la diagnosi precoce può aumentare la sopravvivenza e che più della metà dei casi di cancro del colon sopravvive più di 5 anni.

Concludendo, questo studio mostra che si potrebbe migliorare l’aderenza dei pazienti allo screening per il cancro del colon andando incontro alle loro esigenze (ad esempio proponendo la colonscopia in parziale sedazione per minimizzare il fastidio e il dolore) ed educando la popolazione al fatto che la prevenzione causa un reale beneficio, migliorando la sopravvivenza e diminuendo le sequele della malattia.

 

 

FONTI

Ramos M, Llagostera M, Esteva M, Cabeza E, Cantero X, Segarra M, Martín-Rabadán M, Artigues G, Torrent M, Taltavull JM, Vanrell JM, Marzo M, Llobera J: Knowledge and attitudes of primary healthcare patients regarding population-based screening for colorectal cancer. BMC Cancer, 25 settembre 2011